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Istituto per la storia della Resistenza (Modena)


Fondi Brigate partigiane

A cura di Beatrice Tioli e Laura Niero (Codice DOI)

 

La collezione digitale

La collezione contiene la digitalizzazione delle carte dei Fondi “Brigate partigiane” conservati presso l’Istituto storico della Resistenza e delle società contemporanee di Modena.

I documenti afferenti alle brigate partigiane conservati presso l’Istituto sono stati a lungo suddivisi in singoli fondi indipendenti, costituiti al momento del deposito delle carte e frutto di una complessa storia archivistica. Le carte del movimento resistenziale clandestino erano rimaste principalmente nelle mani di partigiani e la mancanza di omogeneità nella loro raccolta, di conseguenza, è stata riversata anche nella consegna dei fondi all’archivio. Questa frammentarietà rappresenta un tratto comune degli archivi della Resistenza ed è innanzitutto dovuta al contesto di formazione dei documenti.

Per alcuni di questi fondi, coinvolti nel presente progetto di digitalizzazione, è stata ipotizzata una comune origine archivistica e sono quindi stati riuniti in un unico complesso di fondi denominato “Brigate partigiane”, a sua volta suddiviso in tre fondi, corrispondenti ai depositi originali.

  • Il primo, “Corpo volontari della libertà – CVL – Comando unico partigiano”, depositato da Umberto Bisi e Luigi Borsari, entrambi ex-partigiani, riguarda la corrispondenza e le comunicazioni di numerose brigate partigiane con il Comando generale del Corpo volontari della libertà (Cvl), il Comando unico militare Emilia-Romagna (Cumer), il Comitato di liberazione nazionale (Cln) di Modena, i comandi di divisione e di piazza e le varie formazioni. Si tratta di diari storici, rapporti e bollettini militari, ordini del giorno, elenchi nominativi, materiale propagandistico, verbali dei tribunali partigiani, corrispondenza dell’ufficiale di collegamento del Cumer a Modena. La documentazione è stata prodotta dai comandi di divisione e di brigata ed è stata concentrata, all'atto dello scioglimento delle formazioni, presso il Comando unico partigiano. Nell’immediato dopoguerra queste carte vennero conservate presso la Federazione modenese del Partito Comunista Italiano. Tra la fine degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta furono poi depositate in più momenti presso l’Istituto storico di Modena.

  • Il secondo fondo è costituito dalle “Carte delle brigate partigiane”, precedentemente segnato come “Miscellanea”, corrispondente a un solo fascicolo. Si tratta di manifesti murali ufficiali, cartine topografiche delle zone d’azione delle diverse brigate, fotografie e documentazione miscellanea riconducibile a diverse brigate.

  • Il terzo fondo, originariamente noto come “Deposito Cesarini Sforza”, nel corso della nuova inventariazione è stato rinominato “Modena M Modena P”. Si tratta di materiale verosimilmente asportato dall’archivio del Comando unico durante la permanenza delle carte presso la Federazione modenese del Pci e utilizzato dal giornalista Marco Cesarini Sforza per la stesura di un volume sulla Resistenza in provincia di Modena, pubblicata nel 1955 col titolo Modena M Modena P. Il fondo è di grande interesse storico. Contiene la documentazione relativa a battaglie, azioni militari partigiane, passaggi politici e linea del Pci, organizzazione della lotta di Liberazione, carteggio e diari storici delle formazioni partigiane e opuscoli, oltre a materiali di lavoro per la stesura del libro.

In totale, la collezione è composta da 9.518 digitalizzazioni, corrispondenti a 67 fascicoli.

 

Il progetto scientifico

La collezione digitale tratta dai Fondi “Brigate partigiane” è descritta e metadatata su Lodovico a livello di fascicolo archivistico.

Ogni unità digitale è stata corredata da una descrizione del contenuto del volume o del fascicolo, oltre a segnatura, titolo, data, tipologia, soggetto conservatore, donatore, antroponimi, toponimi, soggetti e lingua.

Per ciascun fascicolo del complesso Fondi “Brigate partigiane” si è scelto di indicizzare i Comuni della provincia di Modena citati dalle carte. Per questa collezione, inoltre, i campi relativi a autore, destinatario e persone citate, previsti dalla media library prevalentemente per la descrizione di carteggi e corrispondenze, sono stati adattati alle specificità dei fondi. Abbiamo quindi scelto di creare un vocabolario controllato delle singole formazioni partigiane protagoniste delle carte, per far emergere il cuore dell’archivio. Le brigate partigiane costituiscono uno dei principali punti di interesse dei fondi e si è ritenuto quindi importante fornire alcuni elementi aggiuntivi: per ciascuna formazione citata sono stati tracciati nel campo “Note” il nome del comandante e del commissario politico alla Liberazione o alla data dell’ultima riorganizzazione della formazione, quando non più esistente alla Liberazione, oltre al luogo di azione prevalente, secondo un formato standard. Infine, tramite l’utilizzo del campo “Argomenti”, sono stati indicizzati i principali argomenti di ciascun fascicolo.

L’inventario archivistico dei Fondi “Brigate partigiane”, realizzato mediante la Piattaforma regionale per la descrizione archivistica, è liberamente accessibile online in Archivi ER – Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna.

 

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